La Magia di Piazzolla

La scorsa settimana, un nostro evento musicale ha commosso l’Andante con Fuoco (dal latino commovēre, cioè mettere in movimento) attraverso le composizioni di Astor Piazzolla. Un trio composto da pianoforte, violino e violoncello, il trio Parsifal,  ha coinvolto il  pubblico enormemente. Mi hanno colpita le lacrime, specialmente durante l’esecuzione di “Oblivion” e “Inverno Porteño” di molti spettatori.

Ma perché queste melodie toccano così profondamente la nostra anima? Perché questa musica ci muove così profondamente? In “Oblivion”  si percepisce la perdita incommensurabile, ma di cosa poi? di un amore? della vita? della propria memoria? In “Inverno Porteño”  c’è  la freddezza e l’introspezione dell’inverno (ma ricordiamoci che siamo dall’altra parte dell’emisfero!!!), con una passione che arde sotto la superficie. Io ero lì immersa in questa esperienza, fluttuando nella mia immaginazione con le mie scarpe rosse da tango, commossa e mossa da quel “pensiero triste che si può ballare”, come Astor ha definito il tango, la danza che racchiude in sé storie di amore, di passione e di perdita.

Un aspetto particolarmente toccante per me dell’evento è stato il riconoscimento del ruolo di Nadia Boulanger nell’evoluzione artistica di Piazzolla. Boulanger, una delle più influenti insegnanti di composizione del XX secolo, ha visto il potenziale unico di Piazzolla e lo ha incoraggiato a perseguire la sua voce musicale distintiva. Questo aneddoto ha evidenziato come un mentore possa liberare la vera essenza di un artista, permettendo a Piazzolla di esplorare e infine definire il nuovo tango.

E per chi era presente, con o senza scarpe rosse, è stata una serata che rimarrà nel movimento continuo della propria anima.

Sabrina

 

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